Piano casa, Amati: “Modifica agosto è ingiusta, perché danneggia i comuni, ammazza i piccoli interventi e favorisce quelli grandi”

Autore Redazione Canale 7 | Mon, 27 Sep 2021 | 293 viste | Regione Puglia Fabiano-Amati Piano-Casa Politica

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

COMUNICATO - “La modifica di agosto alla legge sul Piano casa va cancellata. Si tratta di un danno economico per i comuni e di un’ingiustizia nei confronti dei piccoli interventi, a tutto vantaggio dei grandi insediamenti. Per questo abbiamo presentato oggi in V Commissione una proposta di abrogazione. Giovedì prossimo l’audizione di Anci, Ance e ordini professionali”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La legge sul Piano casa già prevede che per gli interventi edilizi ci sia la necessità di cedere gli standard, ovvero di monetizzarli nel caso non ci siano aree disponibili in tutto o in parte. Questa norma è risultata per diversi anni di grande ragionevolezza, soprattutto nei confronti dei piccoli interventi generalmente siti in aree totalmente urbanizzate, le cui eventuali cessioni si presentano perciò impossibili, oppure di dimensioni così limitate da scatenare un gravoso onere di gestione a carico dei comuni.

Con la modifica di agosto non sarà più possibile invece monetizzare gli standard, escludendo dalla premialità del Piano casa i piccoli interventi e a tutto vantaggio di quelli grandi, che notoriamente dispongono di aree pertinenziali molto vaste, la cui cessione non comporta alcuna riduzione del potenziale edificatorio.

È chiaro che tale situazione si presenta iniqua e produce effetti altamente distorsivi anche nel mercato immobiliare.

In ragione dunque della sperimentata efficacia di questo importante strumento edilizio, fondata anche sull’accessibilità a tutti e senza distinzioni, pensiamo che sia il caso di ripristinare la disciplina precedente, che ha già dimostrato di generare plurimi effetti virtuosi, rappresentati dalla limitazione del consumo di suolo, dalla riduzione di ambiti di discrezionalità tecnico-politico, dall’uso di materiali per il risparmio energetico e dall’altissima produzione di posti di lavoro”.

 

 

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