Giuseppe Lovascio proclamato sindaco di Conversano per la quarta volta. I genitori gli consegnano la fascia

Autore Domenico Dicarlo | ven, 29 mag 2026 20:18 | 190 viste | Lovascio

«Oggi è 29 maggio e non 23 gennaio, ed è un altro giorno, per me e per chi mi ha dato fiducia, e sono in 8.298», ha detto in un breve discorso. 

COMUNICATO STAMPA 

Conversano, 29 maggio 2026 – Nel tardo pomeriggio di oggi, presso l’aula consiliare del Comune di Conversano, Giuseppe Lovascio è stato proclamato ufficialmente sindaco per la quarta volta. A pronunciare la proclamazione è stato il dott. Luca Sforza, presidente dell’Ufficio Centrale Elettorale. Un momento particolarmente emozionante ha segnato la cerimonia: la consegna della fascia tricolore, per la quale è stato volutamente “infranto” il protocollo tradizionale. Su richiesta dello stesso Lovascio, infatti, la fascia è stata consegnata dai suoi genitori, in un gesto dal forte valore affettivo e simbolico che ha commosso i presenti. Subito dopo, il sindaco ha rivolto un breve ma intenso discorso alla città, iniziando con un riferimento alla caduta dell’amministrazione dello scorso 23 gennaio: «Oggi è 29 maggio e non 23 gennaio, ed è un altro giorno, per me e per chi mi ha dato fiducia, e sono in 8.298. Dovrei ringraziarli uno per uno, così come ringrazio anche tutti coloro che si sono messi in gioco. Io spero che questo sia un bel giorno, per tutti». Lovascio ha poi espresso gratitudine verso il commissario straordinario, Angelo Caccavone, che ha retto il Comune negli ultimi mesi, e ha ribadito l’impegno che intende portare avanti: «Ci metterò forza, determinazione e spirito di sacrificio, che ci hanno sempre caratterizzato e che la città ci ha riconosciuto. Il mio saluto va a quelle persone che hanno aspettative, che hanno bisogno: saranno i primi destinatari delle nostre attenzioni». Indossare la fascia, ha sottolineato, «è qualcosa di magico e straordinariamente importante, ma comporta anche tante responsabilità. Significa avere il dovere di fare il meglio per una comunità, servirla facendo in modo che ci siano serenità, pace e convivenza felice». Il sindaco ha poi rivolto un appello alla cittadinanza: «Spero che ognuno ci metta del proprio: sarebbe bello avere una città nella quale in tanti collaborano con l’amministrazione. Spero in un atteggiamento sincero da parte della popolazione. Abbiamo sempre provato a rispettare gli impegni, ma forse questa è la volta (e per me è l’ultima) in cui tengo più delle altre ad avere sostegno, amicizia e collaborazione». Con evidente emozione, Lovascio ha definito questa proclamazione «la più grande soddisfazione della mia esistenza dopo la nascita dei miei figli», ricordando come la partecipazione della comunità sia stata costante, in un senso e nell’altro: «Quel 23 gennaio la sala era piena, così come oggi. Spero di vedere sempre tanta gente partecipe alle cose della nostra città: significherebbe partecipazione democratica». Una nota di colore ha accompagnato l’inizio del suo intervento: la banda musicale, in giro per l’avvio della festa patronale, ha iniziato a suonare proprio mentre il sindaco prendeva la parola. «Un segno del destino», ha sorriso Lovascio.

 

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