Dopo Capodanno si teme un'impennata dei casi dopo le riunioni familiari e i veglioni
BARI - La Puglia scoppia di casi d’influenza, forse già oltre i duecentomila, e il peggio deve ancora venire. Al San Paolo di Bari il 27 si è registrato il picco di accessi: 198. Arrivati dal capoluogo ma anche da Modugno, Bitonto e altri centri dell’entroterra. Nella maggior parte dei casi si è trattato di insufficienze respiratorie e sindromi influenzali. Stesso sovraffollamento a Monopoli, al Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari e nel resto della Città metropolitana, mentre al Miulli di Acquaviva delle Fonti i pazienti con polmonite e malattie simili devono fare i conti con il “tutto esaurito” dei loro reparti e sostare “in appoggio” in altre unità come la neurochirurgia. In Puglia l’incidenza dell’influenza, nella settimana tra il 15 e il 21 dicembre, l’ultimo dato disponibile, è stata del 14,1 per mille. In netto aumento rispetto alle settimane precedenti ma al di sotto della media nazionale, che è del 17,1. La Puglia è sempre un po’ in ritardo, rispetto al Centronord spiegano gli esperti ma non è una buona notizia: significa che i casi potrebbero moltiplicarsi nei prossimi giorni. Il guaio è che rispetto al 2024, quando già si è assistito alla più violenta offensiva dell’influenza degli ultimi vent’anni, l’onda lunga quest’anno è stata anticipata di un paio di settimane. E in mezzo c’è il Veglione di Capodanno. Le riunioni nei contesti familiari, la coda delle festività e poi la riapertura di scuole, università, cinema: tutto questo comporta un rischio di aumento di contagi e la stagione influenzale potrebbe durare di più. Per evitare tutto questo chi ha sintomi farebbe bene a stare a casa. E per evitare di intasare i pronto soccorso, oltre che, naturalmente, per il bene dei propri cari, fare molta attenzione agli anziani, soprattutto se hanno febbre molto alta persistente, affanno o difficoltà a respirare. In molti casi, infatti, l’influenza può portare a far emergere altri malanni come il diabete o gli scompensi cardiocircolatori, riversando pazienti con situazioni delicate in corsia.