Raid no vax al Policlinico di Bari, imbrattati i muri esterni di numerose cliniche

Autore Redazione Canale 7 | mar, 09 mag 2023 12:43 | 573 viste | Bari Policlinico Muri-Imbrattati Vandalismo Attualità

Condanna e denuncia del direttore generale  Migliore: “La pandemia da Covid è finita grazie al vaccino, purtroppo non siamo riusciti a trovare una analoga profilassi efficace per l’endemia di stupidaggine e contro la malafede”

“Vax = morte”, "Malori improvvisi? Sono Vax uccisi", “Covid19=Truffa”. Questi alcuni degli slogan no vax che hanno deturpato numerose facciate delle cliniche del Policlinico di Bari, tra cui le malattie infettive, la nefrologia, una navetta del trasporto pubblico interno dell’Amtab, pensiline delle fermate e alcuni muri perimetrali. Tutte con vernice rossa, firmate con doppia "V" cerchiata. 

“La pandemia da Covid è finita grazie al vaccino, purtroppo non siamo riusciti a trovare una analoga profilassi efficace per l’endemia di stupidaggine e contro la malafede. È un atto vile e indegno, che denunceremo, chiedendo un risarcimento ai responsabili”, sono le prime parole di condanna del direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore.

“Gli attacchi contro i vaccini sono una negazione della realtà e offendono la memoria delle vittime e il sacrificio degli Italiani e dei professionisti che si sono battuti in prima linea contro una malattia subdola e sconosciuta. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il Covid ha complessivamente infettato almeno 765 milioni di persone e fatto 20 milioni di vittime. Se l'emergenza sanitaria globale è chiusa, dopo tre anni, e tutti viviamo una diversa normalità, anche negli ospedali, lo dobbiamo alla protezione che la vaccinazione ha assicurato alla popolazione. Continueremo a promuovere la scienza. I vaccini sono uno strumento fondamentale per prevenire malattie gravi e limitare la diffusione di epidemie che mettono a rischio la vita. Non permetteremo che la paura, la disinformazione e la violenza prevalgano sul benessere della nostra comunità ospedaliera e cittadina”, conclude il direttore Migliore.

 

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