Dimensionamento scolastico: la Regione Puglia impugna le norme del Governo

Autore Gianni Catucci | ven, 15 set 2023 12:28 | 679 viste | Regione-Puglia Anp Dimensionamento-Scolastico Attualità

Ma l’ Anp, associazione nazionale dei presidi di Puglia, si dissocia dall’iniziativa.

L’assessore regionale Sebastiano Leo ha incontrato, a Bari, i sindacati del comparto scuola e l’Ufficio Scolastico regionale per discutere del dimensionamento scolastico, in attesa dell’esito del ricorso presentato dalla Puglia alla Consulta contro l’ultima norma nazionale. Il decreto attuativo dell’ultima legge di Bilancio del Governo, infatti, prevede un drastico taglio del numero di scuole che in Puglia passerebbero da 627 a 569, con la conseguente riduzione di 58 autonomie. Nel corso dell'incontro è stata condivisa la netta opposizione, sia da parte di Regione che dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals ConfSal, Fgu e Anief Puglia, alle decisioni del Ministro Valditara che che, si legge in una nota dell'ente regionale, "non tengono conto delle istanze dei territori e delle comunità scolastiche, proponendo tagli e accorpamenti delle scuole, senza aver previsto un adeguamento normativo degli organici, dei plessi e delle norme della sicurezza". L’assessore regionale Leo ha ribadito la sua volontà di impugnare anche il decreto attuativo in materia di dimensionamento. L’Ass. nazionale presidi di Puglia si è, invece, dissociata da tali iniziative, sia in sede nazionale che locale. Lo afferma il presidente regionale dei dirigenti scolastici, Roberto Romito in una propria nota. L’organizzazione dei presidi pugliesi ribadisce di aver salutato favorevolmente la nuova norma, per le motivazioni già più volte espresse e comunicate, ma si è detta disponibile a concorrere, come sempre, alla definizione dei provvedimenti più efficaci che portino ad un riassetto razionale e stabile del sistema scolastico e delle sue dirigenze, cosa che non avviene con l’attuale assetto nel quale abbiamo molte scuole (58) a cui non è possibile, causa le loro ridotte dimensioni in termini del numero di studenti che le frequentano, dare un dirigente ed un Dsga stabili e che pertanto vanno a finire in reggenza, cambiando magari ogni anno il dirigente reggente, con le conseguenze negative che ciò comporta per la regolarità del loro funzionamento".

 

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