Peculato all'ospedale "San Giacomo" di Monopoli: otto rinvii a giudizio

Autore Alfonso Spagnulo | mar, 14 nov 2023 14:41 | 3750 viste | Monopoli Peculato Ospedale Rinvio-A-Giudizio

Al centro dell'inchiesta l'ex responsabile dell'economato del nosocomio monopolitano Cosimo Recchiuto: il processo inizierà il 6 febbraio

MONOPOLI - Sono stati rinviati a giudizio otto dei dieci indagati per peculato, peculato d'uso, peculato in concorso, somministrazione di medicinali in modo pericoloso, esercizio abusivo di una professione, ricettazione, abuso d'ufficio, traffico di influenze illecite per fatti avvenuti all’ospedale “San Giacomo” Di Monopoli. Al centro dell'indagine, condotta dalla pm Chiara Giordano, il 65enne Cosimo Recchiuto, all'epoca dei fatti responsabile del magazzino economale della struttura e accusato di aver usato il suo ufficio per fini personali (vi si recava anche in giorni festivi per ricevere gente, controllare anche siti di scommesse), di essersi procurato farmaci, che cedeva a terzi, di essersi impossessato di materiale dell'Asl per rivenderlo. A fornire i medicinali era spesso il 61enne dipendente di Sanitaservice co-imputato, Giacomo Rizzo, che li prelevava dalla farmacia ospedaliera. La vicenda era emersa quasi per caso durante la fase delle intercettazioni ambientali dell'operazione “Unreal”, intercettazioni che avevano consentito di scovare alcuni presunti furbetti del cartellino sempre nel nosocomio monopolitano. A capire che c'era anche altro che non andava al San Giacomo sono stati i Carabinieri della Stazione di Monopoli delegati, come detto, alle indagini sui furbetti. I militari dell'Arma si sono accorti che un Recchiuto, a differenza degli altri che timbravano e poi uscivano per faccende personali, lavorava come un crumiro recandosi in ufficio negli orari più impensati, anche nei festivi, e spesso e volentieri con pacchi o buste in mano. Intuendo ci fosse qualcosa sotto hanno avuto l'autorizzazione da parte del magistrato di effettuare intercettazioni ambientali, telefoniche, pedinamenti e analisi di documentazione contabile e quello che ne è venuto fuori non è da meno dell'indagine principale. Si è scoperto che il dipendente si appropriava di materiali di vario genere e valore dell'Amministrazione pubblica di cui aveva per ragioni del proprio ufficio e servizio il possesso o comunque la disponibilità essendo depositati e custoditi all'interno del magazzino economale. Materiale che egli, poi, cedeva a terze persone estranee all'Asl. Di fatto faceva sparire rotoloni di carta, carta igienica, detergente, nastro adesivo, toner, bicchieri di plastica e tanto altro materiale non identificato. Non solo. Aveva fatto del suo ufficio una seconda casa utilizzandolo anche in orari e giorni non lavorativi, ricevendo gente e utilizzando i computer dell'Asl per andare sui social, su siti di scommesse sportive e sinanche su siti porno per compiere pratiche di autoerotismo. Di fatto i suoi acquisti erano irreali o gonfiati proprio con il favore di commercianti compiacenti riguardanti materiali acquistati in emergenza fuori bando gara. Oltre a Recchiuto e Rizzo (difesi entrambi dall’avvocato Giampiero Risimini) sono stati rinviati a giudizio altri sei monopolitani mentre per Elisabetta Giannoccaro la stessa pm ha chiesto il non luogo a procedere essendo stata riscontrata la sua totale estraneità alla vicenda. L’avvocato Giuseppe Carbonara era stato l’unico a chiedere il rito abbreviato per il suo assistito Leonardo De Lauro, accusato di peculato per cui la pm aveva chiesto la pena di un anno, 9 mesi e dieci giorni ma l'uomo è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. La prima udienza del processo si terrà il 6 febbraio 2024.

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