Agriturismi e agricampeggi in Puglia, il consiglio regionale approva la nuova legge con due emendamenti

Autore Redazione Canale 7 | mer, 31 gen 2024 12:05 | 621 viste | Regione-Puglia Consiglio Agriturismo Nuova-Legge Attualità

Ci saranno più posti letto e promozione dei prodotti locali.

Approvata all’unanimità in Consiglio regionale la nuova legge regionale per gli agriturismi, raddoppiati in 10 anni, con una decisa propensione alla multifunzionalità, fino alle attività sociali e ai servizi innovativi. E’ Coldiretti Puglia a commentare con soddisfazione l’approvazione della proposta di legge presentata dal consigliere Francesco Paolicelli, a cui va il plauso, unitamente ai componenti della IV Commissione consiliare, per aver recepito le istanze del mondo agrituristico, fortemente sostenute da Coldiretti.

 

La proposta di legge approvata attualizza la legge regionale 13 dicembre 2013, n. 42 (Disciplina dell’agriturismo), conformemente alle modifiche intervenute all'articolo 2135 del codice civile, introducendo la possibilità di esercitare attività di carattere multifunzionale, come la commercializzazione, la valorizzazione, la fornitura di beni o servizi, ovvero la ricezione e l’ospitalità. Il testo approvato si muove nella direzione rappresentata, coinvolgendo gli aspetti produttivi, igienico-sanitari, urbanistici ed edilizi, nonché il turismo e il commercio, adeguando la normativa regionale – spiega Coldiretti Puglia - alla nuova concezione di agriturismo e alle disposizioni in materia ambientale, di sicurezza alimentare e di tutela del consumatore, anche in considerazione delle mutate esigenze del settore.

 

L’attività agrituristica testimonia il ruolo delle donne nella multifunzionalità agricola, con il riscatto della guida femminile in 426 agriturismi in Puglia, mentre 534 sono a conduzione maschile, con i 960 agriturismi che mettono a disposizione 27.948 posti a sedere per la ristorazione, 15.284 posti letto, oltre a 453 altre attività, alcune delle quali di notevole rilevanza sotto il profilo sociale, come le fattorie didattiche e sociali, ma anche l’equitazione, l’escursionismo, le osservazioni naturalistiche, il trekking, i corsi di cucina e le master class.

 

Il 32% dei turisti enogastronomici italiani ritengono la Puglia una delle 3 migliori regioni italiane per il turismo enogastronomico, un gradimento legato alla qualità dei cibo, ma anche alle masserie contadine che propongono le ricette tipiche della tradizione regionale, con gli agriturismi che registrano un aumento esponenziale degli ospiti sia per la ristorazione che per l’alloggio.Il 23% dei turisti italiani dichiarano di avere in programma un viaggio in Puglia per turismo enogastronomico – aggiunge Coldiretti Puglia – ma già oltre il 20% dei turisti italiani afferma di aver visitato la Puglia in maniera mirata per vivere esperienze enogastronomiche.

 

“I nostri agriturismi con il racconto di storia e tradizioni, con degustazioni guidate di olio, vini e formaggi, con le cooking class fanno vivere attività indimenticabili con un forte impatto personale che colpiscono tutti i sensi e creano connessioni a livello fisico, intellettuale, sociale ed emotivo”, spiega Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica e ambientale di Coldiretti.

 

L’agriturismo rappresenta, dunque, con i percorsi esperienziali uno dei punti di forza della destagionalizzazione del turismo, tanto da essere particolarmente apprezzato da chi sceglie le partenze ‘fuori stagione’ anche per conoscere una Italia cosiddetta “minore” dai parchi alla campagna, dalla collina fino ai piccoli borghi che fanno da traino al turismo enogastronomico, con ben il 92% delle produzioni tipiche che nasce nei comuni con meno di cinquemila abitanti.

 

E la capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo resta – conclude  Coldiretti Puglia – la qualità più apprezzata degli agriturismi che peraltro hanno qualificato notevolmente la propria tradizionale offerta di alloggio e ristorazione con servizi innovativi per gourmet, sportivi e ambientalisti come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness.

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