Corruzione, truffa e appalto pilotato al comune di Bari: agli arresti domiciliari Alfonso Pisicchio e il fratello Enzo

Autore Redazione Canale 7 | gio, 11 apr 2024 11:19 | 1228 viste | Bari Procura-Della-Repubblica Guardia-Di-Finanza Arresti Cronaca

Arrestati Pisicchio, il fratello e altre tre persone. Tra questi il 58enne monopolitano, Cosimo Napoletano.

Corruzione in relazione a tre appalti truccati. Con questa accusa la guardia di finanza ha arrestato ieri pomeriggio ai domiciliari i fratelli Alfonsino ed Enzo (detto Roberto) Pisicchio, nell’ambito di una inchiesta della Procura di Bari. I reati contestati all’ex assessore regionale insieme ad altre sei persone (una finita in carcere, quattro agli arresti domiciliari, due destinatarie del divieto di esercitare le attività professionali per 12 mesi) sono corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità materiale, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. In tutto sono 15 gli indagati, a vario titolo, nel fascicolo del pm di Bari, Claudio Pinto. I provvedimenti di arresto, firmati dal gip Ilaria Casu su richiesta della Procura, hanno riguardato oltre all'ex assessore regionale Alfonsino Piscchio e il fratello Enzo (presidente del partito Iniziativa Democratica), anche il broker Cosimo Napoletano, 58 anni di Monopoli, finito invece in carcere; mentre hanno beneficiato dei domiciliari il dirigente comunale Francesco Catanese, barese 59enne, e l'imprenditore Giovanni Riefoli, 58 anni originario di Barletta ma residente a Bari. Interdetti dall'attività professionale per 12 mesi Vincenzo Iannuzzi di Maratea e Grazia Palmitessa di Castellana Grotte. Il nucleo di polizia economico- finanziaria sta inoltre eseguendo sequestri di beni nella disponibilità di due degli indagati (Vincenzo Rinaldi e Cosimo Napoletano) per un valore complessivo di circa 800 mila euro. L’operazione nasce – secondo quanto emerge dagli atti - dalle dichiarazioni rese ai carabinieri del Noe dalla dirigente regionale Barbara Valenzano circa irregolarità commesse da un funzionario del settore attività estrattive.(A.S.)

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