Quark Conversano: "L'era Lovascio è finita, ma centrosinistra deve tornare unito"

Autore Domenico Dicarlo | mer, 07 gen 2026 12:57 | 476 viste | Quark-Conversano Amministrative Mozione-Di-Sfiducia

Il movimento conversanese, rappresentato in Consiglio comunale da Barbara Accardo, ribadisce la propria posizione sulla mozione di sfiducia a Lovascio e lancia un appello all'unità a tutto il centrosinistra. 



FACCIAMO PRESTO!

Le vicende politiche degli ultimi giorni, con l’uscita dalla maggioranza del gruppo Conversano Per Tutti, la revoca delle deleghe assessorili all’ormai ex-assessore Berti e la mozione di sfiducia al Sindaco segnano ormai il tramonto dell’era Lovascio. La maggioranza di governo che lo sosteneva è implosa dopo aver perso per strada ben tre gruppi consiliari. Un nodo politico, quello della fuga dai banchi di maggioranza, che non è mai stato affrontato dal sindaco. Verso la fine della conferenza stampa da lui stesso convocata, il sindaco ha affermato che “la politica conta relativamente”. Una frase che riassume perfettamente la storia politica e amministrativa degli ultimi 20 anni di Conversano. Una dichiarazione che fa coppia con la ormai celebre “non faccio politica, bensì il mio lavoro”, proferita sempre dal sindaco durante un consiglio comunale di qualche tempo fa. In questi due decenni di silenzio della politica Conversano è finita sempre più indietro in un contesto di grandi cambiamenti sociali, economici, culturali. Due decenni di mancate scelte e assenza di opere strategiche, di scarso impegno per politiche sociali davvero innovative e inclusive, di politiche culturali gestite in maniera poco trasparente e prive di una visione lungimirante. Una città ferma a 20 anni fa, che ha dimenticato lo slancio di un tempo, scoraggiando e lasciando andar via troppo facilmente, nel disinteresse politico, energie giovani, fermento culturale, innovazione sociale ed economica. Una città che ha dimenticato le persone.  La costante di questi anni è il rigetto da parte del sindaco e della sua amministrazione di qualsiasi connotazione “politica”. Un esercizio di governo che arranca sull’ordinaria amministrazione mentre è incapace di programmare e progettare. Un’azione amministrativa orientata solo alla conservazione del potere e al mantenimento del quieto vivere tra i vari interessi in gioco. Se all’amministrazione viene sottratta la politica ciò che rimane è l’esercizio del potere. Ed è proprio questa l’accusa mossa dal sindaco ai consiglieri in rotta con lui che però sembravano molto a loro agio fino a poco tempo fa tra i banchi della maggioranza. Ciononostante Lovascio ha lanciato la sua candidatura. La quinta da sindaco. È adesso il tempo per cambiare, è adesso il tempo di guardare al futuro della città e costruirlo con le persone che la abitano. Crediamo che l’unica risposta di reale rinnovamento possa venire da un progetto di centrosinistra identitario e riconoscibile, che torni a parlare con le persone e ad ascoltarne istanze e bisogni. Che abbia il coraggio di proporre per Conversano un’idea nuova di città, di sviluppo, di urbanistica, di cultura, di sociale. Un centrosinistra in cui non c’è spazio per chi fino a ieri, o l’altro ieri, sedeva nei banchi della maggioranza a sostegno dell’amministrazione Lovascio. Ma il rinnovamento deve partire dal centrosinistra stesso: è necessario chiudere il capitolo, anch’esso lungo vent’anni (e oltre), delle divisioni, dei rancori, dei pretesti, per aprire quello dell’unità, dei progetti collettivi, del dialogo. È quello che da un anno proviamo a fare con impegno e dedizione, ma è giunto il momento di portare a termine questo compito. È necessario arrivare in tempi brevissimi alla sintesi su un programma politico e su un candidato sindaco che possa rappresentare davvero l’unità del centrosinistra, dal profilo autorevole, identitario, dotato di capacità politica e competenza sui temi strategici, che segni un netto cambio di passo con il passato fatto di candidature più o meno improvvisate frutto più delle prerogative dei gruppi che del reale impegno per un progetto collettivo e unitario. Siamo anche consapevoli che, visti i trascorsi del campo del centrosinistra, la sintesi possa essere uno strumento ancora complicato da impiegare per gruppi che solo ora iniziano a maturare un reale percorso condiviso. Per questo, poiché consideriamo irrinunciabile il proposito dell’unità del centrosinistra, riteniamo che si possa, in ultima istanza, ricorrere anche alle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco, con l’impegno di mantenere fede al progetto che stiamo costruendo un attimo dopo l’individuazione del candidato. Non possiamo perdere altro tempo: facciamo il centrosinistra unito, facciamolo presto.

 

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