Non ci sono stati "franchi tiratori". La mozione è passata con i voti della "vecchia" e "nuova" opposizione. A maggio si vota; sino ad allora ci sarà il commissario prefettizio
A mezzanotte in punto, al termine di un durissimo dibattito durato oltre quattro ore, è passata la mozione di sfiducia nei confronti dell'amministrazione Lovascio. 11 voti favorevoli alla mozione. A votarla, la "vecchia" e "nuova" opposizione, vale a dire chi ha fatto parte della minoranza in questi oltre cinque anni e i rappresentanti di "Conversano per tutti", fuoriusciti dalla maggioranza da qualche settimana. Al termine di un durissimo dibattito, la votazione ha confermato quello che si sapeva da giorni. Durante il dibattito, è emersa tutta la differente visione della città e del lavoro fatto in questi cinque anni: da una parte l'opposizione che ha messo sul piatto il mancato coinvolgimento sulle decisioni e i ritardi in numerosi interventi; dall'altra Lovascio che ha difeso il suo lavoro e ha parlato di una "città riferimento per la Regione". Alla fine, la mozione è passata. Ora sarà nominato un commissario prefettizio sino alle prossime elezioni, previste in primavera. C'è da dire che il mandato, prorogato, era già scaduto a ottobre, quando si erano conclusi i cinque anni di amministrazione dopo le elezioni di settembre-ottobre 2020, un "unicum" causa Covid. Ma la campagna elettorale è già partita. Ci sarà la parentesi commissario, ma nel frattempo la battaglia per il voto parte con qualche settimana di anticipo. A giudicare dal Consiglio comunale di stasera, sarà senza esclusione di colpi.