La presidente di Legambiente Puglia ieri sera a Perchè.
Il problema attualissimo del conferimento della plastica, i relativi costi, le più ampie problematiche ambientali nella nostra regione, sono stati al centro della puntata di Perché, in onda ieri sera su Canale7. Ospite Daniela Salzedo, presidente Legambiente Puglia.
Con la presidente del sodalizio a tutela dell’ambiente regionale è stata subito affrontata la questione relativa ai problemi scaturiti in questi giorni a Monopoli ed in altri comuni, sul mancato ritiro della frazione della plastica. Com’è noto, abbastanza rapidamente, c’è stato il ritiro dei contenitori delle plastica davanti alle civiche abitazioni, ma la questione è stata solo temporaneamente risolta. Il problema dello smaltimento di questa frazione dei rifiuti però permane. In buona sostanza i siti per lo smaltimento della plastica stanno lavorando in condizioni da non consentirne più lo stoccaggio. E’ la punta dell’iceberg di una problematica più ampia, che va oltre la mera vicenda del conferimento.
Si è ad un punto paradossale in cui, è stato sottolineato dalla presidente Salzedo, “ è più conveniente produrre un manufatto in plastica, che smaltirlo”. La via tracciata per il futuro, dunque a prescindere se ci siano più o meno siti per lo smaltimento, è quella di “produrre sempre meno rifiuti”, nella fattispecie usare sempre meno plastica, ad esempio bottigliette di plastica. “ Le giovani generazioni – ha detto Daniela Salzedo – sono già sensibili al problema. Da tempo in cartella, negli zainetti, hanno le borracce, non usano più le bottigliette di plastica. Si dovrà procedere verso una vera economia circolare. E poi ci sono le ultime notizie che non fanno presagire nulla di buono: in Puglia si profila una stangata Tari, in media 445 euro e con la raccolta differenziata ferma al 59%.
Bisogna dare sempre più spazio ai centri comunali di raccolta, sempre più necessari”. Al neo presidente regionale Antonio Decaro, si chiede di mettere mano il prima possibile ad un soddisfacente piano dei rifiuti. Affrontati poi i temi dell’ormai conclamato cambio del clima, con gli ultimi eventi drammatici nel sud Italia. Ormai si vive un’emergenza continua, perché non si è curato nel tempo il territorio. L’adozione di un piano energetico, che salvaguardi il territorio, è ormai non più rimandabile.