Soprattutto emerge la provincia di Bari che arriva al +25%.
Bari e il suo territorio si confermano il motore trainante dell'occupazione agricola pugliese. Ad affermarlo è la Coldiretti Puglia. Con l’avvio delle grandi raccolte stagionali, il fabbisogno di manodopera esplode in un settore che, in Puglia, ha raggiunto quota 109mila occupati, segnando un balzo del +4,3% rispetto all'anno precedente. Un dato che impressiona se confrontato con il resto d'Italia, dove il comparto agricolo registra invece una perdita di addetti del 3,3%.
I numeri dell'annuario Crea 2026 parlano chiaro: il Barese è il cuore pulsante del settore, concentrando da solo il 25,3% degli addetti totali della regione. Seguono Foggia (22,2%), Taranto e Bat (15,4%). “Con le raccolte di pomodoro, uva, ortaggi e frutta estiva ormai ai nastri di partenza, il ruolo della manodopera diventa centrale per garantire produzioni di qualità e continuità alle filiere del Made in Puglia”.
Non si tratta solo di braccia stagionali. Il dato più significativo per Coldiretti è la crescita del lavoro dipendente agricolo, aumentato del 10,8%. Tuttavia il quadro generale dice anche che l'occupazione femminile cala del 2,3%, mentre quella maschile s’incrementa del +6,9%. ruciale resta l'apporto dei lavoratori stranieri, che in regione superano quota 32mila (+5%).