Amministrative 2027 a Fasano: Amati disposto a fare il sindaco

Autore Alfonso Spagnulo | gio, 25 giu 2026 13:34 | 277 viste | Fasano Amministrative Centrosinistra Fabiano-Amati Elezioni Sindaco

L'ex assessore regionale chiede però che ci sia sintesi sul suo nome onde evitare fratture interne

FASANO - A Fasano sono cominciate le grandi manovre in vista delle amministrative previste per la primavera 2027. Il risultato delle scorse regionali ha dato un’accelerata ad aspirazioni e voglia di mettersi in gioco nel centrosinistra. Nella coalizione che è attualmente al governo cittadino la novità più importante è che l’ex assessore al bilancio della Regione Puglia Fabiano Amati ha dato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco. Nei giorni scorsi pare abbia raccolto attorno a se alcuni esponenti del Partito Democratico tra i quali il segretario cittadino Fabio Sibilio, l’assessore al turismo Pier Francesco Palmariggi, il vicesindaco (e sorella) Luana Amati, il fedelissimo Giorgio Pentassuglia, l’agronomo Giacomo MarIngelli e il consigliere comunale Nicola Pentassuglia. Ma lo stesso ex consigliere regionale è stato chiaro: deve esserci condivisione attorno al suo nome in quanto di primarie non ne vuol sentir parlare e non vuole essere motivo di frattura nella coalizione. Ma ecco che proprio qui sorge il primo ostacolo. C’è chi da dieci anni sta operando instancabilmente sul territorio come l’attuale assessore ai lavori pubblici Gianluca Cisternino. Ha cominciato a programmare una sua candidatura ritenendola guadagnata sul campo. Alle sue spalle diversi consiglieri comunali di maggioranza pronti ad appoggiarlo. Per Cisternino, invece, le primarie sono il punto di partenza e rifugge da candidature calate dall’alto ed esterne all’attuale governo cittadino. Sempre per il centrosinistra poi nutrono ambizioni l’assessore alle attività produttive Giuseppe Galeota, la stessa Luana Amati (sempre se il fratello non scenda in campo) e i consiglieri comunali Francesco Bianco e Donato Marino. Dopo l’estate ci sarà la resa dei conti. Molti giurano che non accadrà ma c’è il serio rischio che il centrosinistra possa presentare due candidature o addirittura perdere pezzi.

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