Oleodotto a Monopoli: la posizione di Legambiente

Autore Cristina Angiulli | ven, 28 ago 2026 10:38 | 253 viste | Legambiente Oleodotto Marseglia Monopoli

Per l'organizzazione ambientalista, questo oleodotto non è sostenibile. Il progetto che intende realizzare il Gruppo Marseglia, sottolinea, è una struttura ritenuta strategica dall’azienda che potrebbe avere un impatto devastante sul territorio, grazie anche al “silenzio assenso” dell’Amministrazione comunale.

Legambiente Puglia e Legambiente Monopoli si esprimono sull’oleodotto che Secondo il progetto, le biomasse giungerebbero via mare nei pressi del molo di Tramontana, già scalo merci e croceristico, per essere inviate, attraverso grandi tubature che percorreranno una parte fortemente antropizzata della città, nella zona industriale, dove è in corso la realizzazione un impianto di serbatoi in un ormai ex uliveto nei pressi dell’azienda. L' organizzazione sottolinea come non risultino osservazioni dell’Amministrazione né una posizione politica contraria. Preoccupanti, continua, anche le parole del sindaco Angelo Annese che ha dichiarato di discutere delle compensazioni solo in caso di approvazione, quando di queste questioni persino la Legge chiarisce che si dovrebbe discutere prima per il bene della collettività. Per Legambiente Puglia e Legambiente Monopoli il giudizio resta quindi nettamente negativo. La riduzione drastica del traffico pesante su gomma, dichiarano, non basta affinché un progetto sia considerato sostenibile: bisogna mettere sul piatto anche l’occupazione del mare, gli habitat protetti, i rischi connessi alla movimentazione delle sostanze, gli effetti paesaggistici e gli impatti cumulativi con le attività industriali e marittime già presenti. Qualunque intervento in quest’area necessita di un lavoro di concertazione, confronto e condivisione di intenti tra le varie parti, per permettere la sussistenza di ognuno e l’equilibrio tra i vari attori. Necessario quindi un approccio multilivello e congiunto con gli interessi della città e dei cittadini.   al Comune di assumere una posizione chiara e al Ministero di valutare l’intervento nella sua interezza, tenendo conto del parere negativo della Regione e del legame funzionale tra il parco serbatoi già autorizzato e le nuove infrastrutture previste.

 

 

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