Uva da tavola, la Regione apre il confronto sulla crisi del comparto: più valore alle imprese e nuovi mercati

Autore Cristina Angiulli | mer, 16 set 2026 11:20 | 8 viste | Regione-Puglia Uva-Da-Tavola

Definiti gli  interventi sulle principali criticità del comparto

Rafforzare la filiera dell’uva da tavola pugliese e fare in modo che la qualità delle produzioni venga riconosciuta anche sul piano economico alle aziende agricole. È questo l’obiettivo del confronto avviato dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Francesco Paolicelli con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese ortofrutticole pugliesi. La riunione, convocata in Assessorato, ha consentito di definire una prima agenda di interventi sulle principali criticità del comparto, chiamato a confrontarsi con consumi più deboli, difficoltà nell’accesso ad alcuni mercati internazionali e squilibri nella formazione dei prezzi lungo la filiera. La Puglia rappresenta il principale polo produttivo italiano dell’uva da tavola, con oltre 23.000 ettari coltivati, concentrati soprattutto nel Barese, nell’area ionico-tarantina e nella provincia Bat. Diverse sono tuttavia le difficoltà che stanno incidendo sulla redditività delle aziende. Tra i fattori individuati figurano la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, che ha inciso sui consumi, e le tensioni internazionali, che hanno reso più complicato raggiungere o mantenere alcuni mercati commerciali. A questo si aggiunge il tema del prezzo. In alcuni casi, sottolinea la Regione, resta significativa la distanza tra quanto viene riconosciuto ai produttori e quanto il consumatore paga al momento dell’acquisto. La strategia individuata comprende il rafforzamento degli accordi di filiera, una maggiore programmazione della produzione, la costruzione di un catasto varietale, iniziative coordinate di promozione e la ricerca di nuovi sbocchi commerciali.

 

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