L'ex assessore regionale al bilancio aveva invitato l'intera maggioranza ma si sono presentati in pochi
FASANO - È sempre più dentro il
centrosinistra fasanese il confronto sulla candidatura a sindaco in vista delle
amministrative del 2027. Ieri sera, nei locali della Cooperativa Progresso
Agricolo, Fabiano Amati ha riunito esponenti della maggioranza per confrontarsi
sulla propria candidatura. L’invito era stato rivolto a tutti i componenti
della coalizione, ma al tavolo si sono presentati gli assessori Pier Francesco
Palmariggi e Luana Amati e i consiglieri Nicola Pentassuglia, Vittorio
Saponaro, Francesco Bianco e Gina Albanese. Proprio Bianco e Albanese sono tra
i promotori di Prossima, il nuovo gruppo consiliare annunciato nei giorni scorsi.
Presente anche Leonardo Deleonardis, consigliere di opposizione che ha già
manifestato pubblicamente il proprio sostegno ad Amati. Un incontro che
conferma dunque un quadro ancora tutt’altro che definito. Sullo sfondo c’è
soprattutto il nodo delle primarie, strumento sostenuto dall’altro nome emerso
nel centrosinistra, quello dell’assessore Gianluca Cisternino. Amati, invece,
continua a non mostrarsi favorevole a questa soluzione e punta sul confronto
tra le forze della coalizione per arrivare alla scelta del candidato. E proprio
qui si apre uno dei principali interrogativi: il rischio di una frattura
interna al centrosinistra appare sempre più concreto, mentre le diverse
componenti cercano di capire quale sarà il percorso per arrivare alla
candidatura unitaria. Durante l’incontro è intervenuto anche Francesco Bianco,
spiegando che Prossima sta valutando tutti i tavoli e che il gruppo sarà
presente anche al prossimo appuntamento del 4 ottobre, quando torneranno a
riunirsi gli aderenti al progetto Fasano 2027, promosso dal sindaco Francesco
Zaccaria. Resta poi un altro punto da chiarire: quale sia realmente
l’indicazione arrivata dal Partito Democratico regionale. Nel centrosinistra
circolano infatti due versioni. Da una parte c’è chi dice che da Bari sarebbe
arrivata una vera e propria investitura di Fabiano Amati. Dall’altra, chi
sostiene che ai dirigenti locali sia stata lasciata autonomia per trovare una
sintesi, senza escludere quindi il ricorso alle primarie. La partita, insomma,
è ancora aperta.