Danni fino al 60% e costi alle stelle.
Il caldo intenso e prolungato mette in difficoltà le produzioni agricole e agroalimentari pugliesi, dalle angurie ai pomodori, dal latte fino alle cozze tarantine, con effetti sulla quantità e sui costi sostenuti dalle imprese. È quanto rileva Coldiretti Puglia, evidenziando il conto sempre più pesante di un clima estremo sulla capacità produttiva delle aziende e sulle dinamiche lungo la filiera agroalimentare.
Le temperature elevate, che continuano a interessare la Puglia anche a settembre, sottopongono a forte stress colture, allevamenti e attività di acquacoltura, mentre agli effetti del caldo si aggiungono grandinate, nubifragi e forti raffiche di vento che hanno colpito diverse aree della regione nel corso della stagione estiva. Le temperature eccezionalmente elevate continuano a costringere gli agricoltori ad adottare misure straordinarie per salvaguardare le colture e gli animali, concentrando le attività nei campi nelle ore più fresche della giornata e aumentando il ricorso all’irrigazione di soccorso e alle tecniche di protezione. In diverse aree della Puglia il sole e il caldo provocano danni diretti ai prodotti, con scottature, spaccature e alterazioni della qualità, mentre la maturazione accelerata rende più complessa la gestione delle raccolte.
Dal 1° giugno al 22 agosto sono stati 7.879 gli ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli percorsi dal fuoco in Puglia, per 89 eventi rilevati. Per Coldiretti regionale serve una strategia strutturale per rendere l’agricoltura e l’intero sistema agroalimentare più resilienti rispetto a un clima sempre più estremo, attraverso investimenti nelle infrastrutture irrigue, nella capacità di accumulo e nella gestione efficiente della risorsa idrica, insieme a strumenti assicurativi e di sostegno più efficaci per le aziende colpite dagli eventi climatici avversi.